Ricerca sull'alluminio
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Autore: mario16
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- inserito: 2001-05-09
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L'alluminio è conosciuto dall'antichità e forse persino dalla più remota antichità, perché dopo l'ossigeno e il silicio è l'elemento più diffuso sulla superficie terrestre. In particolare lo si trova nei caolini, con cui gli abitanti della Mesopotamia facevano del vasellame raffinato circa settemila anni fa; inoltre, venti secoli prima di Cristo, egizi e babilonesi incorporavano degli alluminati in diversi prodotti delle rispettive farmacopee. Gli alluminati sono, tra l'altro, degli antiacidi gastrici (e tossici potenziali del sistema nervoso). Benché il minerale da cui viene estratto industrialmente, la bauxite, sia relativamente raro, l'alluminio si trova frequentemente sotto forma di sali, per esempio solfati di alluminio, e sotto forma di allume, che i romani usavano correntemente, fin dal V secolo a.C., soprattutto per fissare la tintura dei tessuti. Tale uso spiega l'origine del nome moderno, poiché i romani indicavano i sali di alluminio con la parola alumen. Non si può escludere che un tempo se ne sia estratto un metallo, ma solo nel XVIII secolo ci si accorse che gli alluminati potevano contenere un metallo. Dal 1807 il famoso chimico inglese sir Humphry Davy si propose di estrarre l'alluminio, e anche se non vi riuscì si convinse che esisteva una base metallica nuova che chiamò dapprima alumium e poi aluminum. Il primo a realizzare l'estrazione fu il celebre fisico e chimico danese Hans Christian Oersed; egli notò che gli amalgami ottenuti assomigliavano per luminosità e colore allo stagno: era il 1825. Venti anni più tardi, anche il tedesco Friedrich Wöhler arrivò all'estrazione, e fu il primo a stabilire le caratteristiche del metallo: peso specifico, duttilità, colore, ecc. Comunque l'alluminio restava sempre una curiosità e la sua estrazione era molto costosa. Riprendendo la tecnica di Wöhler, il francese Henri Sainte-Claire Deville riuscì a fondere i frammenti, grandi quanto una capocchia di spillo (quali li otteneva Wöhler), in palline e poi in ling...
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